Una delle prime domande che mi sono posto nel leggerlo è a chi si rivolge questo libro. La scrittura parte subito frizzante, con un linguaggio molto adolescenziale e molto coinvolgente. In tutto il testo si percepisce la voglia di Stefano di fare esperienze, sia in ambito scolastico che sentimentale. Certo, le descrizioni del suo primo amore tormentato e funestato lo portano da subito in una situazione che lo mette in difficoltà. Poi però nel corso del testo, la determinazione e il desiderio, lo porteranno su una strada molto diversa. A fare da contorno a questa vicenda ci sono gli amici con Carletto, detto «Osso» per via della sua magrezza e del suo modo scomposto di correre, il Grima, personaggio funambolico e poliedrico. Altri personaggi ruotano attorno alle vicende di questo adolescente, fra cui personaggi come gli insegnanti. A capo di tutti il mitico «Biro» un uomo che ha fatto del culturismo la sua unica ragione di vita. Quest'uomo in diversi passaggi riesce a motivare i ragazzi riuscendo a scalfire la corazza di molti adolescenti. Accanto a questo culturista dal cuore d'oro che «acquistava quella grinta al mercato a chili» trovano spazio la Melarini, insegnante veggente che già dalle prime settimane aveva profetizzato la bocciatura, ma anche personaggi come madame Vezzoli ,insegnante di storia che, fra marcette propiziatorie in stampo fascista e urla, riesce in qualche modo a calamitare l'interesse dei ragazzi verso la sua disciplina. Un caleidoscopio di storie e di avventure infarcite però da un valore pedagogico importante sulla scuola e il suo valore. Sì, un testo adatto al mondo adolescenziale, ma anche un ottimo testo per genitori per meglio comprendere la scuola e la sua complessità.
«Adolescenza violenta e scuola: un'analisi drammatica»
di Stefano De Vecchi